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articolo a cura di Mara, @bluegirl_manga

Non molto tempo fa si parlava di “shoujo gate”. Di quante poche opere appartenenti a questo target venissero pubblicate in Italia, o di come, quelle poche che arrivavano, sembrassero tutte simili tra loro.

Ambientazione scolastica, protagonista un po’ goffa e insicura e il principe di turno che inizia a notarla.

Ma lo shoujo non è solo questo. Lo shoujo, come tanti hanno fatto notare, non è solo romance.

Lo dimostra Oreco Tachibana, una delle autrici più apprezzate degli ultimi tempi, che attraverso le sue tavole racconta storie più mature, che si discostano dai canoni tipici del target.

Come in Promise Cinderella, acclamata opera edita da Star Comics, dove la sensei osa narrare le vicende di una donna divorziata, uno dei tabù ancora vivi nella società giapponese.

Fino ad arrivare oggi, a, edito da J-Pop.

A dispetto della sua prima opera, qui l’autrice ha deciso di dare alla sua storia un’ambientazione storica, calando i suoi personaggi nell’epoca Meiji.

I due protagonisti, Satoko e Shinpei, sebbene non potrebbero essere più diversi – lei rampolla di buona famiglia, di un’intelligenza tagliente e un orgoglio incrollabile alla quale resta poco da vivere; lui freddo e spietato assassino che conosce solo il valore del denaro – hanno in realtà un tratto che li accomuna.

Entrambi conoscono molto bene la morte.

Satoko, che ha sempre saputo di avere delle aspettative di vita che rasentavano lo zero, è cresciuta con lo spettro della morte sempre al fianco.

Imparando a temerlo e col tempo a conoscerlo, a evitarlo, a sfidarlo.

Rifiutando con fermezza il suo invito a seguirla.

Perché sebbene la sua calda e radiosa luce, sia destinata a spegnersi prematuramente, proprio come quella delle lucciole, Satoko è determinata a vivere.

Brillare solo per qualche flebile istante non è abbastanza. Satoko vuole bruciare.

Ardere di gioia e di passione. Consumarsi per la rabbia e il dolore. Lottare fino a perdere il fiato pur di dimostrare che questo mondo ha bisogno di lei.

Shinpei, d’altro canto, danza con con la morte tenendola stretta per mano. Infliggendola quasi con noncuranza, ma con assoluto piacere. È un ragazzo pieno di cicatrici, visibili e invisibili. Che fatica a comprendere le emozioni, ma riuscendo comunque a riconoscere in Satoko qualcosa in comune, di affine.

Insieme per forza, circostanza o destino, il fato dei due sembra ormai intrecciato, ma dove li porterà?

Firefly Wedding sembra essere proprio la risposta alle richiesta di quel fandom che si sentiva poco rappresentato. Uno shoujo tinto di sangue, dove l’amore corre al passo con la morte.

 

 

Ringraziamo per l’articolo Mara, @bluegirl_manga, prof. di lettere di giorno e nerd a tempo pieno.

“Da sempre avida lettrice e appassionata di anime e manga. I miei primi amori sono stati Tuxedo Mask e Goku. Mi considero una lettrice onnivora, la mia collezione spazia dagli shonen d’azione, ai seinen ai BL.”